I sedimenti della materia
Agli inizi degli anni 80’ si inaugura quello che sarà definito il periodo della maturità, all’insegna della materia e del colore.
L’autore dipinge sovrapponendo alla tela parti decalcate di colore steso su fogli umidi di solvente. Preparato il fondo sopra a questa sindone interviene con tocchi di pastello e colore.
I materiali sono utilizzati con le mani e questo conferisce una particolare sensibilità nervosa alla trama dei segni. I segni mancanti sono riutilizzati in una dialettica di positivo e negativo. L'itinerario del lavoro è alchemico.
Colore sopra altro colore, dunque, materia trasferita su altra materia: modo per separare, o coniugare, luci ed ombre, convessità ed anse di vuoto, soste e nuovi progressi di moto.
 
 
 
 
 
  Le geometrie non euclidee
Nel 1973 ci troviamo di fronte ad un artista di forte personalità ed in continua evoluzione. Provino porta sempre più all’esasperazione la sua concezione di figura, si ha un mediato passaggio dal figurativo al non euclideo.
Questa piccola rivoluzione del lavoro di Provino avrà una teoria scientifica a sostegno: quella delle geometrie non euclidee, "Le superfici, le linee, i punti così come li definisce la Geometria, sussistono soltanto nella nostra immaginazione" (Lobacevskij).
In particolare il riferimento teorico per le geometrie non euclidee sarà il matematico Radice "geometria assoluta è quella che noi elaboriamo sulla base dei concetti geometrici fondamentali derivati dai movimenti dei corpi solidi"
E così la geometria diviene sferica, cadono alcuni postulati, si aprono nuove possibilità. I quadri del periodo geometrico sono caratterizzati da una dialettica pieno/vuoto, da un l'illusione ottica di concavo e convesso. Le strutture di Provino sembrano levitare, come se una forza le tenesse sospese in una condizione di equilibrio ora statico ora dinamico.
     
 
 
  Gli inizi - Il periodo figurativo
Nel 1970 l’artista sceglie di esprimere la propria angoscia latente attraverso la rappresentazione della figura umana. Scrupolosamente studiata, nel movimento come nell’immobilità muscolare, l’anatomia diviene un universo di lotte e di tensioni, metafora della condizione esistenziale dell’uomo.
Si tratta del periodo iniziale in cui Salvatore Provino è influenzato dalla personalità di grandi autori come Mario Sironi, Permeke così come quella di Francis Bacon in tele di figure unite a simboli oppure a scenografie dall’ambiente freddo, meccanico, alienante di una ipotetica fabbrica o di un laboratorio sperimentale
E' di fatto il periodo in cui l'artista si schiera politicamente contro i fenomeni di alienazione della condizione umana come effetto dei processi di industrializzazione e di sfruttamento delle fascie socialmente più deboli e per questo ricche di espressività antropologiche.